Utente: ilmarenascosto
Nome: Samanta
Sono una che non ha paura a dire quello che pensa, lavoro per vivere e canto per passione esagerata e incontrollabile...

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lunedì, 04 dicembre 2006

***ATTENZIONE***
Questo blog sta per chiudere.
Potrete trovare il mio nuovo blog all'indirizzo

http://www.webbynet.it/

dove sarete tutti i benvenuti!

Vi aspetto!!!

Samanta
postato da: ilmarenascosto alle ore 23:47 | link | commenti
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sabato, 02 dicembre 2006

Toppe

Zumparapanzùnzùnpaaa---paaa-zuum---paazuum---Zumparapanzùnzùnppappappirippappirizzunzùn---(suoneria new age del cellulare - numero identificato).

-Pronto?
- Ciao, cariiiiissimaaaa...ma coome staiii?

Già ero allibita vedendo il numero, poi ancora di più ascoltando il tono della telefonata. Infatti credevo che, dopo tutto quello che aveva detto nei giorni prima, dopo tutte le telefonate spara-cacca (sempre dal quel numero!) che aveva fatto qualche "ora" prima, avesse finalmente preso il coraggio per dirmi in faccia quello che pensava di me. Anzi, quando ho visto il numero stavo per rivedere la mia valutazione nei suoi confronti. "Dopotutto ha il coraggio delle sue azioni", stavo pensando. Pensavo male.

- Tesoooooro, senti ti ho chiamata per dirti di non ascoltare tutto quello che gli altri ti dicono di me. Sono falsità, io non mi permetterei mai. E poi se avessi qualcosa da dirti te lo direi proprio appena scendi dal palcoscenico, guarda, ti aspetterei nel camerino.

E infatti mi ci hai aspettata un paio di volte, e ti hanno buttato fuori. Sarà mica per questo che ti sei offeso, penso tra me e me, senza riuscire ad aprire bocca per ascoltare quel fiume di liquicacc che suppongo esca dalla sua bocca. Suppongo, perchè senza videotelefono non so, a questo punto, quale parte del suo corpo ha chiamato prima e quale sta chiamando adesso. Continuo ad ascoltare.

- Guarda, se sei stata esclusa dal progetto non è perchè manchi di talento. Sei una delle migliori, lo sai, io sono il tuo primo sostenitore. Ma sai anche che se ti arrivano certi ordini dall'alto non puoi fare a meno di eseguire. Lo sai quanto mi ci è voluto per arrivare fino a qui - certo che lo so, ormai non trovi più mutande adatte per contenere il tuo deretano - ho una posizione, ormai - prona? - ma avrai altre occasioni. Quindi, forza, andiamo avanti insieme, sosteniamoci a vicenda, ce la possiamo fare.

Ma ho sognato? Eppure ero lì quando hai chiamato Ivana, dal tuo cellulare, lei ha messo il vivavoce e mi ha fatto ascoltare tutto quello che dicevi. Ti ho sentito mentre mi chiamavi "sciacquetta egocentrica", mi sono morsa la lingua più di una volta per non mandarti al diavolo, ma per rispetto a Ivana ho taciuto. E ora tu hai questo coraggio? Davvero dovrebbero darti un premio. Alla fine riesco a farmi largo trai caccaflutti e parlo:
- Franco...te lo dico con il cuore: vaffanculo. -
E riattacco. Esco a fare la spesa, dopotutto è una bella giornata e la mia vita è bellissima, proprio perchè è mia.

p.s. Questo racconto è opera di fantasia. Se qualcuno si sente coinvolto sono affari suoi.
postato da: ilmarenascosto alle ore 11:55 | link | commenti (15)
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Evidenza dei fatti

Amici miei, ormai è fin troppo chiaro: certe persone sono troppo piene di sè per contenere anche un cervello!
Comunque grazie per avermi fatta partecipe delle migliore pagine di cabaret mai (inconsapevolmente) scritte.
Per Effe, o anche per Vu...ma hai fatto un master o sei così al naturale? Grazie davvero, era da tanto che non ridevo così. Ti devo una cena.
postato da: ilmarenascosto alle ore 11:00 | link | commenti (2)
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giovedì, 30 novembre 2006

Culi bruciati

Uno dopo l'altro, caduti come mosche. E' stato fin troppo facile, e sì che credevo di non ricordare più come si faceva. Invece è bastata poca applicazione, le trappoline giuste nei punti giusti, e, oplà: li ho beccati tutti. Ed è inutile che ci crediate o non ci crediate, non cambia la sostanza delle cose.

Vi dirò che sono rimasta anche un po' delusa, credevo che in minoranza fossimo noi, e comunque non mi importava: siamo forti delle nostre facce e dei nostri nomi, che stanno lì a sottolineare le nostre (giuste o sbagliate) ragioni. Poi ho scoperto che in minoranza c'eravate voi...avete dato di 4 gatti a noi, ma i 4 siete voi...noi in senso figurato, voi di numero. Contati e catalogati, numeri-nomi-cognomi=quattro-gatti.

Ora noi abbiamo le carte in mano, e quelle non si cancellano più. Avete pisciato controvento e ora il puzzo si sente da qua. Con la vostra coda di paglia avete fatto i pavoni e ora il falò si vede da un chilometro di distanza. E infine avete rimpiattato quel contenitore cavo che osate definire testa sotto terra lasciando fuori dal buco quell'enorme culo sbruciacchiato.

Vi domandate che succederà ora? Chissà...ci studieremo. Per adesso vi rideremo in faccia e voi non avrete da chiedervi il perchè.
postato da: ilmarenascosto alle ore 21:02 | link | commenti (4)
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mercoledì, 29 novembre 2006

Sermoni...oni...oni...

Ieri sera ho avuto modo di assistere al monologo del sig. Roberto Monciatti. Prima di cominciare, sottolineo che il mio non è un attacco alla persona,che non conosco personalmente tanto da permettermi di giudicare. Mi limito al suo intervento di ieri sera, e lo faccio perchè mi sento parte in causa in quanto appartengo a quel gruppo di partecipanti ai blog in argomento di discussione. Il sig. Monciatti, dopo aver letto commenti non molto positivi sul suo conto, a volte anche offensivi, ha deciso,  come contromisura,  di non partecipare ai blog, e ha messo al corrente tutti i viareggini (e limitrofi) della sua decisione tramite la (sua) emittente. Invece di chiedersi il perchè di tanto risentimento nei suoi confronti  è passato alla controffensiva usando un mezzo più potente del blog incriminato, ovvero la (sua) televisione.

Francamente ritengo incomprensibile questo suo comportamento. Monciatti, perchè non si difende raccontando sul blog incriminato, o anche su questo (la ospito volentieri), la sua versione dei fatti? Non crede di essere più screditato da una difesa anonima, che l'ha lasciato solo davanti alle sue telecamere con la sua faccia, piuttosto che dall'attacco di chi le ha fornito nome e cognome, nonchè le motivazioni del proprio risentimento?

(*n.b.: il sig. Monciatti non si è mai opposto, almeno che io sappia, a certe trasmissioni in cui sono stati presenti personaggi non proprio in linea con il suo pensiero)
postato da: ilmarenascosto alle ore 14:27 | link | commenti (1)
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martedì, 07 novembre 2006

Cantonate...



Caro Prof. Pinetti...simpatica e lodevole iniziativa! Però nel mio caso il tuo algoritmo l'ha fatta fuori da vaso (e detto da una che oltretutto li vende non è nemmeno molto onorevole...). Infatti, in quanto a "principessa", devo purtroppo disilluderti: sono tutto fuori che principessa, a partire dalle origini, passando per i comportamenti e giungendo al conto in banca. Invece ritengo di essere una delle persone più pazienti che conosco...della serie: "Ne avessi beccata una!"

:))
postato da: ilmarenascosto alle ore 20:57 | link | commenti (2)
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domenica, 05 novembre 2006

Sarò sbagliata io...

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore.

...ma non credo*

(*almeno su quest'argomento...!!!)
postato da: ilmarenascosto alle ore 21:56 | link | commenti (9)
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sabato, 30 settembre 2006

Vulpes et Uva

Vulpes uvam in vite conspicata, ad illam subsiliit

omnium virium suarum contentione, si eam forte

attingere posset. Tandem defatigata inani labore,

discedens dixit: at nunc etiam acerbae sunt, nec eas

in via repertas tollerem. Haec fabula docet, multos

ea contemnere, quae se assequi posse desperent.

postato da: ilmarenascosto alle ore 16:06 | link | commenti (3)
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giovedì, 21 settembre 2006

Dedicata ai professorpieri, maestri nella sublime arte della superficialità, affinchè possano riflettere, soprattutto sull'ultimo periodo, che evidenzierò per facilitarne la lettura. Poco posso fare, e me ne rammarico,  per facilitarne la comprensione.

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
 
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
 
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.
(La Storia, E. Montale)
postato da: ilmarenascosto alle ore 13:37 | link | commenti (1)
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martedì, 12 settembre 2006

Lo strano caso dei Professori Pieri

Ho riletto la (poco attinente al post) sequela di battibecchi sul blog di Stefano. In particolare, il finale del commento chilometrico a quello di Rebecca, ricevendone una brutta impressione. A parte il voler sottolineare saccentemente l'abuso-uso improprio di congiuntivi e condizionali, quello che mi ha infastidito è stato un altro aspetto. Quello in cui si sottolinea che qui, su un post, nascosti dalla rete, possiamo insultarci o semplicemente dire ciò che pensiamo davvero ma non abbiamo il coraggio di dire in faccia ai nostri interlocutori, mentre poi "ci incontreremo per strada e ci saluteremo", o "ci vediamo all'Atalante", o "alla tua prossima esibizione". Questo è solo un bieco atteggiamento terroristico. E' proprio lo stesso atteggiamento di chi vive nell'ombra, fortunatamente diverso nella sostanza e identico nella forma. Al di là dell'essenza di stupidità che è evidente nel caso dei numerosi professori pieri del web (e di stupidità si tratta perchè non ci sono secondi fini che giustifichino un simile comportamento), o dalla mancanza di coraggio perchè magari si deve proteggere una propria condizione (posto di lavoro? rapporti economici? parentele? chissà...), mi chiedo a cosa serve. Si legge che il contributo garantito dall'anonimato è più genuino, anzi, che l'anonimato permette maggiori scambi di opinioni (perchè la gente ha meno paura, chissà poi di che, e si esprime a ruota libera...) su cui costruire qualcosa...e cosa? O chi dovrà costruire qualcosa, e con chi, se non si sa chi sono i portatori dei vari contributi? Non è forse un modo di esprimere le proprie idee usando la faccia di altre persone, e successivamente usando il lavoro di altre persone nella loro concretizzazione? Non è forse sterile discutere senza possibilità d'azione, dal momento che per agire si deve venire allo scoperto, almeno mantenendo le condizioni di legalità? Oppure siamo già al livello dell'armiamoci e partite, uno slogan in voga qualche decennio fa? Strano, davvero strano il fenomeno dei pur intelligenti professorpieri, dei quali condivido anche alcune riflessioni, e che verranno prossimamente all'Atalante, e saranno seduti mentre io o altri "appassionati" artisti ci divertiamo insieme e diciamo la nostra, in piedi sopra un palcoscenico, sotto le luci.

postato da: ilmarenascosto alle ore 14:04 | link | commenti (6)
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